Forum CONCORDATO: DECRETO INGIUNTIVO

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Luca Altomonte
Modena
DECRETO INGIUNTIVO
09/01/2013 19:12
Abbiamo proposto domanda di concordato ex 161 L. Fall con riserva di presentare il piano. Il Tribunale ha già provveduto assegnando termine per il deposito della proposta e del piano. Nelle more di ciò è notificato alla società un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo per un credito anteriore al deposito del ricorso (la richiesta è stata sostenuta tra l'altro proprio con il fatto che la società aveva fatto domanda di c.p.) e successivamente in forza di ciò è stata iscritta una ipoteca giudiziale su un terreno di proprietà della società. Ora, a parte il problema di capire quale è lo scopo/utilità di tale iniziativa che non credo sia avvenuta per superficialità, i problemi che mi si pongono sono vari: 1) è ammissibile un D.I. chiesto ed emesso successivamente al provvedimento del Tribunale di termine per il deposito del piano concordatario ma inerente un credito anteriore: se si cosa comporta ? 2) che efficacia ha verso la società e conseguentemente nella formazione delle classi l'ipoteca iscritta a garanzia del credito anteriore ma azionato nel decreto ingiuntivo ? 3) qualora l'ipoteca non sia opponibile al c.p. stante le recenti modifiche essa però potrebbe pregiudicare la vendita del bene ipotecato. Vi è una procedura per la sua cancellazione ? Con l'eventuale provvedimento di omologa del c.p. ? ovvero deve essere il liquidatore a promuovere un giudizio volto ad accertare l'inefficacia della ipoteca e conseguentemente ad ottenere la cancellazione in Conservatoria ?
A mio parere l'ipoteca non è opponibile ed il credito resta chirografario anche se il D.I. fosse ammissibile e diventasse definitivo per mancanza di opposizione. E come accennato potrebbe essere il liquidatore che promuove apposito giudizio.
Grazie per l'attenzione

Zucchetti SG
RE: DECRETO INGIUNTIVO
09/01/2013 20:02
Il creditore nel corso del concordato, e, a maggior ragione, nel corso di un preconcordato, può chiedere l'accertamento del proprio credito in un giudizio di cognizione (salvo a valutare le spese) anche in via monitoria, perché il divieto di cui al primo comma dell'art. 168 riguarda le azioni esecutive e cautelari.
Non può, invece, il creditore acquistare diritti di prelazione successivamente alla domanda anche di concordato in bianco e addirittura sono inefficaci le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni anteriori alla pubblicazione della domanda di concordato con riserva, giusto il disposto del terzo comma dell'art. 168.
L'inefficacia è automatica per cui quel creditore va considerato come chirografario nel concordato che seguirà e non ipotecario; la cancellazione dell'iscrizione potrà essere disposta dal giudice delegato una volta effettuata la vendita, a norma del secondo comma dell'art. 108, richiamato dall'art. 182 per le vendite concordatarie.
Lei giustamente si chiede perché mai il creditore abbia allora preso l'iniziativa in questione sopportando anche delle spese e le risposte possono essere varie, a cominciare dall'ignoranza della presentazione della domanda di concordato in bianco per finire all'ignoranza della legge; se si escludono queste ipotesi, si può pensare ad una consapevole azione promossa nell'ottica di una futura revoca del termine concesso (ad esempio per inadempimento agli obblighi informativi) o alla mancata presentazione, alla scadenza del termine concesso, di una proposta concordataria e un piano o di un accordo di ristrutturazione dei debiti, o, ancora alla inammissibilità del concordato. In tutti questi casi è pacifico che vengono meno i divieti di cui si è parlato, ma si discute se la cessazione degli stessi abbia efficacia ex tunc o ex nunc; nel primo caso (che è quello più verosimile), l'inefficacia di quell'iscrizione presa dopo la pubblicazione della domanda di preconcordato verrebbe meno fin dall'inizio e quindi il creditore potrebbe giovarsi dell'ipoteca, con possibilità di un più agevole consolidamento in caso di un futuro fallimento.
Zucchetti Sg Srl