Forum CONCORDATO: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo

UtenteMessaggio / data
Ester Ferrara
Orvieto (TR)
Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
17/09/2013 14:08
In ipotesi di apertura della procedura di concordato preventivo con deposito del ricorso ed emissione del decreto di ammissione è possibile attivare azioni giudiziali (ad es. ricorso per decreto ingiuntivo)nei confronti della società ammessa al concordato preventivo non ancora omologato? Al riguardo, l'art 168, I° comma, L.F. sembrerebbe difatti vietare, a pena di nullità, di promuovere le soli azioni esecutive e cautelari (utilizzando una dizione similare a quella vigente in materia fallimentare), non chiarendo cosa debba intendersi per azioni esecutive e cautelari.

Zucchetti SG
RE: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
17/09/2013 20:16
Con il ricorso per decreto ingiuntivo si instaura un giudizio di cognizione a carattere sommario, e non un giudizio esecutivo; le azioni esecutive sono quelle dirette ad attuare, ossia a dare esecuzione anche contro la volontà dell'interessato, ad un titolo esecutivo instaurando, appunto, un processo esecutivo che è preceduto dal precetto e che inizia con il pignoramento; il nostro codice di procedura civile distingue tre tipi di processo esecutivo: l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna o rilascio e l'esecuzione di obblighi di fare o di non fare. Nel primo si procede alla liquidazione coattiva di uno o più beni del debitore al fine di ottenere il pagamento di un diritto di credito; negli altri, invece, si procede alla soddisfazione in forma specifica imponendo all'obbligato di consegnare un bene mobile o rilasciare un bene immobile, ovvero di adempiere ad una obbligazione di fare o di non fare. L'azione cautelare comprende una serie di attività tutte, più o meno, connotate dall'esigenza di approntare una tutela per un soggetto in attesa di un giudizio definitivo (tipico è il sequestro preventivo di beni per garantire un credito in corso di accertamento) o mantenere un bene in posizione di sicurezza in attesa che si definiscano eventuali controversie riguardanti lo stesso (ad es. il sequestro giudiziario).
Di conseguenza, quando la legge vieta l'esercizio di azioni esecutive o cautelari, non impedisce l'esercizio di quelle di cognizione; queste non possono essere promosse nel fallimento perché qui vige il principio della esclusività dell'accertamento del passivo, per il quale qualsiasi pretesa che si voglia far valere sui beni acquisiti all'attivo, deve essere azionata secondo il rito di cui agli artt. 92 e segg., ma nel concordato preventivo, ove non vi è lo spossessamento del debitore né vi è un giudizio di accertamento dei crediti, nulla impedisce al creditore di agire in via di cognizione ordinaria o sommaria/monitoria per l'accertamento del suo credito, fermo restando che, una volta ottenuto un titolo giudiziario, pur se esecutivo o provvisoriamente esecutivo, non lo potrà portare in esecuzione per il divieto di cui all'art. 168. Questo riduce di molto la potenzialità dell'intervento del giudice di cognizione in pendenza del concordato e, anzi, potrebbe tramutarsi in una spesa inutile; invero, poiché il debitore concordatario deve elencare i propri debiti, egli potrebbe riconoscere il credito in questione rendendo superfluo il ricorso al giudice, che rimane utile e necessario solo quando permane la contestazione, ma in quel caso è opportuno un giudizio a cognizione piena e non sommaria.
Zucchetti SG Srl

Giuseppe de Filippo
IVREA (TO)
RE: RE: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
28/11/2013 10:53
Segnalo alcune pronunce dal sottoscritto emesso nella sua qualità di GOT ad Aosta ed edite sul sito ilcaso.it così come risulta un'interessante e recentissima pronuncia del tribunale di Siracusa sempre edita su ilcaso.it

Cordialmente

Zucchetti SG
RE: RE: RE: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
29/11/2013 18:32
Grazie della segnalazione.
Zucchetti SG Srl

Carmine Rossi
Verona
RE: RE: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
02/07/2015 19:39
buona sera.
intanto Vi ringrazio per il prezioso contributo che offrite... sono un assiduo lettore del Vostro forum anche se è solo la prima volta che intervengo per cui mi scuso se non sono nella discussione più in tema .
la domanda che pongo è forse banale.
la società Alfa in bonis è procedente in una esecuzione immobiliare nei confronti della società Beta.
Pendente la procedura esecutiva, Alfa viene ammessa al concordato con cessione dei beni in seguito omologato con nomina del liquidatore giudiziale
quale ruolo assume il liquidatore giudiziale ? ... deve svolgere un intervento in senso tecnico ? deve semplicemente costituirsi nella procedura espropriativa e far valere la sua legittimazione quale "responsabile" dell'attivo in modo che la distribuzione avvenga a "suo" favore e non dell'imprenditore ? deve subentrare in luogo della società in bonis?
è applicabile il comb disp 182 V co e 107 VI co che però pare riferirsi esclusivamente alle esecuzioni sui beni del fallito ?
vi ringrazio sin da ora e vi saluto cordialmente

Zucchetti SG
RE: RE: RE: Azioni giudiziali in pendenza di concordato preventivo
02/07/2015 20:41
Come lei ricorda, l'art. 182 richiama per il concordato anche l'art. 107 che, al sesto comma, prevede che "se alla data di dichiarazione di fallimento sono pendenti procedure esecutive, il curatore puo' subentrarvi". Ovviamente questa norma è dettata per il fallimento, ma il richiamo contenutto nell'art. 182 la estende anche al concordato e in particolare alla fase liquidatoria del concordato, in quanto compatibile; la compatibilità è data dal fatto che con l'omologa del concordato preventivo con cessione dei beni, il debitore proprietario dei beni e dei diritti costituenti il patrimonio ceduto perde la disponibilità degli stessi, che passa appunto al liquidatore (salvo i casi della cessione traslativa diretta ai creditori, di rara applicazione per ragioni fiscali), esattamente come avviene con la dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, se fino alla omologa il debitore conservava la disponibilità dei suoi beni, seppur sotto il controllo del commissario, e manteneva quindi la relativa legittimazione processuale, intervenuta l'omologa e la nomina del liquidatore, è questi che assume la legittimazione processuale attiva e può subentrare nella procedura esecutiva in corso promossa originariamente dal debitore. Ovviamente l'attivo che il liquidatore ricaverà dall'esecuzione entra tra i "beni" ceduti ai creditori e va riparto tra costoro secondo la proposta e il piano presentati.
Zucchetti SG Srl


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