Forum FALLIMENTI - Passivo e Rivendiche: IVA ammessa in privilegio

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Giuseppe Bernardelle
IVA ammessa in privilegio
12/03/2004 00:00
Durante l'udienza di formazione allo stato passivo, il giudice delegato ha fatto riferimento ad una sentenza la quale prevede la possibilità di ammissione in privilegio del credito iva anche se i beni non sono presenti nell'attivo fallimentare purchè abbiano un valore economico. Potete indicarmi qual è questa sentenza? Vi ringrazio

Zucchetti SG Srl
intervento
14/03/2004 00:00
Privilegio IVA

Sicuramente lei si riferisce al credito IVA di rivalsa, giacchè il credito IVA dello stato gode del privilegio generale di cui al comma terzo dell?art. 2752 c.c., che va collocato al 19° grado, per cui per esso- come per titti i privilegi generali che per definizione gravano sull?intero patrimonio indistinto del debitore- non si pone un problema di presenza dei beni nell?attivo fallimentare. Invece, il privilegio che assiste il credito di rivalsa IVA verso il cessionario o il committente è di natura speciale, come previsto dal secondo comma dell?art. 2758 c.c. e , trova collocazione al settimo grado.
Per i privilegi speciali si è posta la questione del momento in cui deve essere verificata la sussistenza nel patrimonio del fallito del bene oggetto della prelazione, e cioè se il giudice, all?atto della verifica dei crediti, per riconoscere il privilegio debba limitarsi ad accertare l'esistenza del credito e della natura prelatizia, ovvero se, già in quella sede, debba pronunciarsi anche sulla concreta esperibilità della prelazione e, di conseguenza, escluderla qualora i beni che ne siano gravati non risultino acquisiti all'attivo.
La questione, molto controversa sia in dottrina che in giurisprudenza, è stata oggetto nel 2001 di esame da parte della Cassazione a Sezioni Unite, che hanno affermato il principio secondo cui ?l'ammissione al passivo fallimentare di un credito in via privilegiata non presuppone, ove si tratti di privilegio speciale su determinati beni, che questi siano già presenti nella massa, non potendosi escludere la loro acquisizione successiva all'attivo fallimentare; ne consegue che è a tal fine sufficiente, in sede di verifica dello stato passivo, l'accertamento dell'esistenza del credito e della correlativa causa di prelazione, dovendosi demandare alla successiva fase del riparto la verifica della sussistenza o meno dei beni stessi, da cui dipende l'effettiva realizzazione del privilegio speciale?.. Ossia, il credito che risulta assistito da un privilegio speciale va ammesso al passivo come tale, anche se al momento della verifica i beni gravati non sono presenti nella massa, salvo a passare quel credito in chirografo al momento del riparto se anche in quel momento detti beni non siano stati acquisiti all?attivo fallimentare.
Presumibilmente è questa la decisione cui ha fatto riferimento il ?suo? giudice delegato; essa è Cass. S.U. 20 dicembre 2001, n. 16060 e la trova pubblicata in tutte le riviste di settore, come Fallimento 2002, 416; Dir. fall. 2002, II, 379; Foro it. 2002, I,1054, ecc..
Per maggiori informazioni, cfr. Fallimento 2003, 880, nota in commento a Trib. Rimini 5 novembre 2002 . ove si tartta a fondo la questione ed ivi ampi richiami.
Zucchetti SG Srl

Maddalena Cottica
sondrio
RE: intervento
11/04/2014 09:28
Buongiorno, si chiede se sia possibile riconoscere a un creditore che ha fornito della merce il privilegio per iva (con riserva di emettere nota di variazione).

Zucchetti SG
RE: RE: intervento
11/04/2014 19:13
Il credito per Iva di rivalsa gode del privilegio speciale di cui all'art. 2758, co. 2, c.c., che è autonomo e indipendente da eventuali privilegi che assistono il credito per capitale. Come tutti i privilegi speciali, va riconosciuto se esiste nell'attivo il bene oggetto dello stesso, e comunque, quel bene non può essere in qualche modo ricuperato.
Zuchetti SG Srl