Forum FALLIMENTI - La Legge Fallimentare: IMMOBILE NON LIQUIDATO E IMU

UtenteMessaggio / data
Sonia Polvara
Casalpusterlengo (LO)
IMMOBILE NON LIQUIDATO E IMU
13/07/2017 17:04
Buongiorno
viste le innumerevoli risposte e le altrettante risposte sono a richiedervi un parere in merito al seguente caso:
Immobile strumentale inventariato ai sensi dell'art. 87 e 88 lf e sul quale è stata trascritta la sentenza di fallimento.
Dopo svariate aste andate tutte deserte a seguito di un vincolo urbanistico al quale è sottoposto l'immobile, la scrivente ritiene che sia antieconomico procedere alla fissazione di ulteriori aste.
L'immobile, logicamente dopo l'autorizzazione dell'Ill.mo GD a rilasciare il bene, (non si è costituito il comitato dei creditori) verrà messo nelle disponibilità dei creditori stessi affinché' possano intraprendere azioni esecutive individuali.
Il fallimento non può ancora essere chiuso perché' non tutto l'attivo è stato liquidato.
Non essendoci stato alcun introito a seguito di una vendita, chiedo se la procedura fallimentare è tenuta al pagamento dell'IMU dalla data della dichiarazione di fallimento alla data del rilascio del bene.
Vi ringrazio per la vostra collaborazione.
Sonia Polvara

Stefano Andreani - Firenze
Luca Corvi - Como

RE: IMMOBILE NON LIQUIDATO E IMU
17/07/2017 20:15
Come abbiamo già scritto in altri interventi, la questione è certamente delicata, e non sarebbe male se l'Agenzia dettasse una linea chiara senza costringerci a costruire interpretazioni che inevitabilmente prestano il fianco a dubbi e possibili critiche.

Dopo questa premessa, e ribadendo che si tratta di una nostra interpretazione solo in parte sorretta da prese di posizione ufficiali, ricordiamo che l'art. 10 co. 6 del D.Lgs. 504/1992 dispone: "il curatore è tenuto al versamento dell'imposta entro il termine di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento".

Orbene, poiché l'abbandono del bene non implica alcun decreto di trasferimento, vengono meno i presupposti impositivi in capo alla procedura.

Tale deduzione, che comprendiamo essere decisamente "scarna", trova un supporto nell'ordinanza Corte di Cassazione n. 3845 del 15/2/2013, la quale afferma che "ove il fallimento o la liquidazione coatta vengano chiusi senza farsi luogo alla vendita ... la predetta obbligazione tributaria, quale progressivamente maturata, è posta a carico" del fallito che ne riacquisisce la disponibilità.

La fattispecie di cui si occupa detta ordinanza è la chiusura della procedura con ritorno in bonis dell'imprenditore, ma ci pare che il principio enunciato sia applicabile anche alla diversa ipotesi di abbandono del bene da parte del Curatore.