Giustizia di comunità - Presentazione -

Con la sottoscrizione dell'Accordo di Rete in data 4 maggio 2022 (cfr. Allegato) il Tribunale e le istituzioni coinvolte si sono impegnati a collaborare per la presa in carico dei soggetti svantaggiati sottoposti a provvedimenti dell'Autorità giudiziaria e hanno concordato specifiche linee di azione per realizzare interventi in favore delle vittime e percorsi di recupero e reinserimento per gli autori di reato, unitamente a programmi terapeutici e socio riabilitativi.

Nell'Accordo di rete é previsto che in occasione della presentazione per la convalida e il giudizio direttissimo siano raccolte informazioni per consentire al giudice di adottare le misure più adeguate anche mediante l'individuazione di soluzioni abitative per i soggetti senza fissa dimora. È stato poi aggiornato il Protocollo operativo per la Messa alla Prova (cfr. Allegato) che prevede ora una maggiore fluidità di comunicazioni tra gli uffici e, laddove necessario, programmi di trattamento integrati con una presa in carico terapeutica. È stata implementata la platea degli Enti convenzionati (cfr. Allegato) e conseguentemente dell'offerta di lavoro di pubblica utilità. Sono previsti inoltre interventi di sostegno rivolti agli autori di reato e in particolare agli autori di reati violenti nelle relazioni affettive, al fine di prevenire comportamenti futuri, e di ausilio in favore delle vittime di reato con la collaborazione di personale volontario adeguatamente formato. La rete si occupa anche dei percorsi di riparazione e di giustizia riparativa.

Gli interventi preventivi di protezione sociale (negli ambiti dell'assistenza sociale, e della tutela della salute) sono fondamentali per arginare la recidiva, perché la libertà dal bisogno non é solo un'esigenza personale, ma è anche il presupposto necessario per un valido inserimento dell'individuo nella collettività e attraverso la tutela del singolo si tende a realizzare un obiettivo di carattere collettivo.
L'obiettivo è quello di coinvolgere il reo nel suo ambiente di vita per compensare eventuali condizioni di vulnerabilità, assicurando innanzitutto continuità assistenziale ma anche l'opportunità di sperimentare un modello alternativo di vita in cui rendersi utile per la collettività.
Sulla collaborazione della comunità sociale si fondano le norme dell'Ordinamento penitenziario (art. 1 comma 6) e del Regolamento penitenziario n. 230/2000, in applicazione del principio di sussidiarietà sancito all'art. 18 della nostra Costituzione.
Molte volte non vi è ragione per riservare la sinergia con l'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, enti locali e associazioni ad una fase successiva all'esecuzione della sentenza, che può essere tardiva.
Il percorso è stato avviato con la sottoscrizione dell'Accordo di collaborazione il 4 marzo 2020 (cfr. Allegato) con la Regione Lazio.

Il Tribunale di Roma si propone di valorizzare la Messa alla prova (art. 168-bis c.p.) che è senz'altro l'istituto principale per realizzare questo intervento anticipato, e gli altri strumenti che si fondano su percorsi di responsabilizzazione nell'ambito della comunità quali la sostituzione della pena detentiva con quella del lavoro di pubblica utilità per i reati commessi da tossicodipendenti (art. 73 comma 5-bis e 5-ter dpr 309/90), la estinzione del reato per condotte riparatorie (art. 162-ter c.p.), la sospensione condizionale della pena subordinata a prestazioni di attività non retribuita o a specifici percorsi di recupero per i condannati per delitti di violenza domestica o di genere (art. 165 commi 1 e 5 c.p.).

Fondamentale é il ruolo svolto dall'Avvocatura perché l'avvocato, primo ad entrare in contatto con l'autore di reato, può intercettarne i bisogni e indirizzarne e determinarne le scelte.
È avviata una sperimentazione sul vasto territorio di competenza del Dipartimento di salute mentale della ASL Roma1, i cui risultati consentiranno di poter attuare un'azione di sistema con il coinvolgimento delle altre ASL, e anche il Comune di Roma si è impegnato ad attuare interventi per favorire il reinserimento sociale dei soggetti entrati nel circuito penale.
La facoltà di Giurisprudenza de La Sapienza Università di Roma, assicura gli approfondimenti scientifici, il monitoraggio dell'azione intrapresa, la formazione degli operatori coinvolti e ha favorito altresì la stipula di una Convenzione per lo svolgimento dei tirocini curriculari (cfr. Allegato) presso il Tribunale.

Con la sottoscrizione dell'Accordo le parti si sono impegnate a realizzare al loro interno modelli organizzativi stabili di interazione che possano durare nel tempo e per questo l'Accordo non ha un termine di durata.

La rete si avvale:

  • dell'Osservatorio permanente per la giustizia di comunità al fine di monitorare l'andamento del progetto, analizzare ogni questione e pianificare le iniziative necessarie
  • dello Sportello informativo istituito all'interno del Tribunale, palazzina B piano rialzato, stanza 28, aperto tutti i giorni ove è possibile anche effettuare il colloquio propedeutico alla redazione del programma
  • di questa pagina web ove è possibile reperire informazioni e documenti, presentare la richiesta di programma per la messa alla Prova e effettuare la prenotazione del colloquio.

Roberta Palmisano
(Presidente IV sezione penale del Tribunale di Roma
delegata per i rapporti con gli enti territoriali
)

Informazioni e documenti utili

Maggiori informazioni potranno essere richieste presso
lo Sportello MAP e Servizi Territoriali Integrati situato all'interno del Tribunale penale
nella palazzina B, piano rialzato, stanza 28 a piazzale Clodio, aperto tutti i giorni.

Accordo di Rete (4 maggio 2022)

Protocollo operativo per la Messa alla Prova

Elenco Enti convenzionati

Accordo di collaborazione con la Regione Lazio

Convenzione per lo svolgimento dei tirocini curriculari

Presentazione della domanda per il programma di trattamento della Messa alla Prova
Richiesta di colloquio con l'Assistente sociale dell'Ufficio per l'Esecuzione Penale Esterna