Forum ESECUZIONI - IL PIGNORAMENTO

pignoramento di bene in comunione dei beni

  • Alessandro Bartoli

    Citta' di Castello (PG)
    08/09/2016 15:51

    pignoramento di bene in comunione dei beni

    Ricorro ai vostri esperti per sottoporvi il seguente quesito.
    Nominato delegato alla vendita dal giudice della esecuzione di un fabbricato detenuto da una persona fisica in regime di comunione dei beni, rilevo che il creditore pignoratizio ha pignorato un mezzo della proprietà.
    Il tecnico incaricato della perizia ha stimato il bene e ha fatto due ipotesi indicando sia la possibilità di vendere l' intero (attribuendo il rispettivo valore al fabbricato) sia la possibilità di vendere la quota pignorata (attribuendo, in questo caso il valore del mezzo).
    Nella mia qualifica di delegato debbo procedere alla vendita del mezzo oppure ho altre strada da percorrere ?
    Un collega mi rappresenta la possibilità di sottoporre la questione al G.E. nell' auspicio che lo stesso convochi il creditore pignoratizio per invitarlo ad estendere il pignoramento anche all' altro mezzo non pignorato, così da mettere in vendita l' intero salvo poi attribuire al coniuge la metà del ricavato.
    E' una ipotesi percorribile ?
    Ho eventuali strade alternative da praticare ?
    Grazie ancora pere questo preziosissimo strumento.
    Cordialità.
    Alessandro Bartoli – Città di Castello

    • Zucchetti SG

      08/09/2016 20:43

      RE: pignoramento di bene in comunione dei beni

      La questione da lei posta presuppone, a monte, la soluzione di altro problema che si riconnette alla possibilità che i beni in regime di comunione legale soddisfino le pretese dei creditori di entrambi i coniugi, che è, a sua volta, condizionata dalla natura familiare o meno del credito azionato.
      Infatti, i beni in comunione legale rappresentano la garanzia primaria dei creditori solo per le obbligazioni contratte congiuntamente dai coniugi, oltre che per i pesi e gli oneri che gravavano su di essi al momento dell'acquisto, per i carichi derivanti dalla sua amministrazione, per le spese collegate all'andamento della famiglia, come si ricava dal combinato disposto degli artt. 186 e 190 c.c., sicchè se, nel caso da lei proposto il creditore esecutante fa valere uno di questi crediti, non vi è dubbio che può aggredire l'intero immobile e soddisfarsi sull'intero ricavato
      Qualora invece, come è probabile, il creditore faccia valere un credito personale verso il soggetto in comunione legale dei beni, sui beni della comunione esiste una responsabilità sussidiaria e parziale, per cui entrambi i coniugi sono tenuti a dimostrare l'esistenza di beni personali del coniuge esecutato sui quali il creditore particolare del coniuge può soddisfarsi e, in assenza di tale prova, il creditore può agire sui beni della comunione.
      Diamo quindi per scontato che nel caso si tratti di debito personale contratto da soggetto in comunione legale dei beni, che il creditore abbia pignorato l'intero immobile in comunione legale e che non sia stata fornita la prova che costui disponga di altri beni personali sui quali il creditore possa soddisfarsi.
      Lei si chiede se è corretto il pignoramento dell'intero immobile e come deve comportarsi il delegato.
      Diciamo subito che non esiste l'alternativa del pignoramento soltanto della quota della metà perché la comunione legale non può essere ritenuta una fattispecie di contitolarità di diritti, come è, invece, la comunione ordinaria che presenta differente struttura normativa. "La peculiarità della comunione legale dei beni tra coniugi... consiste nel fatto che questa, a differenza della comunione ordinaria, come ha affermato la Corte Costituzionale con la sentenza 10/3/1988 n. 311 nel dichiarare infondata la questione di legittimità dell'art. 184 cod. civ., non è una comunione per quote in cui ciascuno dei partecipanti può disporre del proprio diritto nei limiti della quota, bensì una comunione senza quote nella quale i coniugi sono solidamente titolari di un diritto avente per oggetto i beni di essa e non è ammessa la partecipazione di estranei, sicché la quota, caratterizzata dalla indivisibilità e dalla indisponibilità, ha soltanto la funzione di stabilire la misura entro cui tali beni possono essere aggrediti dai creditori particolari (art. 189 c.c.), la misura della responsabilità sussidiaria di ciascuno dei coniugi con propri beni personali verso i creditori della comunione (art. 190 c.c.) e, infine, la proporzione in cui, sciolta la comunione, l'attivo e il passivo saranno ripartiti tra i coniugi o i loro eredi (art. 194 c.c.)" (In termini, Cass. 19/3/2003 n. 4033; conf. Cass. Sez. Un., n. 7640 del 1998,; Cass. n. 284 del 1997; Cass. n. 311 del 1988; Trib. Pescara 23/4/2012).
      Orbene, se la comunione legale configura non una fattispecie di contitolarità pro quota assimilabile alla comunione ordinaria, ma una figura di "proprietà solidale", nella quale la quota non è un elemento strutturale, ma ha soltanto la funzione di stabilire "l'astratta misura del riparto" nella fase dello scioglimento della comunione, ne discende che l'azione esecutiva del creditore non può che colpire il bene per l'intero, consentendo però al creditore procedente l'attribuzione di un ricavato non eccedente la quota della metà spettante al coniuge obbligato; in tal modo si scongiurano le difficoltà di alienazione della quota che non c'è e si tutela l'interesse del coniuge non obbligato mediante il riconoscimento in suo favore del diritto a far propria la parte del cinquanta per cento del ricavato (la quale, peraltro, secondo alcuni, ricadrebbe in comunione).
      Ovviamente non mancano voci contrarie (per Trib. Reggio Emilia ord. 13.11.2007 la esposta soluzione presenterebbe aspetti contraddittori), ma ci sembra che quanto detto- che peraltro trova suffragio anche nella citata Cass. sez. un. n. 7640 del 1999 ed è ripresa da Trib. Pescara cit.- sia l'unica compatibile con la delineata costruzione della comunione legale.
      Ciò non toglie, data la particolarità del caso, che ricorra l'opportunità di rivolgersi al giudice dell'esecuzione a norma dell'art. 591 ter cpc.
      Zucchetti SG srl
      • Alessandro Bartoli

        Citta' di Castello (PG)
        12/09/2016 19:17

        RE: RE: pignoramento di bene in comunione dei beni

        Ringrazio per la puntuale e qualificata risposta.
        Alessandro Bartoli