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ESECUZIONE IMMOBILIARE DEL CREDITORE FONDIARIO E RIPARTO DELLE SPESE PREDEDUCIBILI

  • Gianfranco Canale

    PONTEDERA (PI)
    03/09/2020 19:06

    ESECUZIONE IMMOBILIARE DEL CREDITORE FONDIARIO E RIPARTO DELLE SPESE PREDEDUCIBILI

    Sono curatore di un fallimento in cui era pendente una procedura esecutiva di un mutuo fondiario. La procedura esecutiva del fondiario è stata posta in essere prima della dichiarazione di fallimento ed è proseguita durante il fallimento (ai sensi del 41 TUB) sino alla vendita dell'immobile.
    Il creditore fondiario ha correttamente effettuato l'insinuazione a passivo per l'intero importo dovuto dalla fallita.
    Al momento della vendita dell'immobile la somma ricavata è stata attribuita interamente al creditore fondiario senza ancora aver restituito alcunché alla procedura del fallimento.
    La procedura fallimentare è quasi giunta a termine ed è in fase di redigere il piano di riparto finale con già approvato il rendiconto della gestione. Sono da ripartire il ricavato dei beni mobili venduti e la parte del creditore fondiario (rappresenta circa il 98% delle somme ricavate dalla procedura).
    I dubbi che sorgono per la redazione del riparto sono inerenti alla somma da far restituire dal creditore fondiario sulla base dei crediti prededucibili presenti in stato passivo.
    Premesso che, il creditore fondiario dovrebbe partecipare alle spese generali della procedura imputate in modo proporzionale tra i vari beni, mi chiedo in che modo viene calcolata la percentuale da attribuire. O meglio, viene attribuita in base alla percentuale dell'insinuazione sul totale dello stato passivo? Il creditore fondiario in questo caso ha un alta insinuazione a passivo, pari a circa il 77% del totale dello stato passivo e quindi concorrerebbe il larga parte al sostenere le spese generali della procedura. Come mi devo comportare con il mio compenso e i prededucibili sorti all'interno del fallimento (ex notula avvocato)?
    Un ulteriore dubbio di fondamentale importanza sorge nell'attribuire o meno i crediti prededucibili alle "spese generali".
    In particolare, lo stato passivo comprende dei crediti prededucibili relativi a crediti sorti PRIMA del fallimento per la consulenza e redazione della presentazione della domanda di concordato in bianco da professionisti mai presentato. Nel momento in cui si calcolano le spese generali sostenute dalla procedura, dobbiamo inserire anche questi crediti prededucibili? Rientrano i crediti prededucibili dei professionisti esterni nel piano di riparto finale e in che misura??

    Ringrazio per la vostra disponibilità.
    Dott. Gianfranco Canale
    • Zucchetti SG

      04/09/2020 19:44

      RE: ESECUZIONE IMMOBILIARE DEL CREDITORE FONDIARIO E RIPARTO DELLE SPESE PREDEDUCIBILI

      Il comma terzo dell'art. 111ter l. fall. stabilisce che "Il curatore deve tenere un conto autonomo delle vendite dei singoli beni immobili oggetto di privilegio speciale e di ipoteca e dei singoli beni mobili o gruppo di mobili oggetto di pegno e privilegio speciale, con analitica indicazione delle entrate e delle uscite di carattere specifico e della quota di quelle di carattere generale imputabili a ciascun bene o gruppo di beni secondo un criterio proporzionale". Da questa norma- che è quella applicabile alla fattispecie, deriva che le spese di carattere generale vanno distribuite su tutti beni in proporzione, nel senso che l'intera massa dei beni, comprese quelli gravati da ipoteca, partecipano al pagamento delle spese generali della procedura in proporzione al loro valore, per cui in questo calcolo l'importo del credito ipotecario è completamente estraneo.
      In sostanza se, ad esempio, le spese generali ammontano a 300 e il valore complessivo dei beni, mobili e immobili, ammonta a 1.800, dividendo il primo importo per il secondo e moltiplicando per 100, si ottiene la percentuale di incidenza del 16,6%, che indica la quota per la quale i vari beni contribuiscono al pagamento delle spese prededucibili; nel suo caso, quindi, seguendo questi valori immaginari, dal ricavato del bene immobile venduto in sede esecutiva, dovrebbe essere detratto il 16,6%, quale contributo al pagamento delle spese generali.
      Questo significa, continuando nell'esempio, che se il ricavato del bene immobile ipotecato è stato di 1.764 (lei accenna ad un valore pari al 98% dell'intera massa), dallo stesso dovrebbero essere sottratte 292,82, pari al 16,6%, con la conseguenza che se il bene in questione fosse stato venduto nel fallimento al creditore ipotecario sarebbero state attribuite 1.471,18 (1.764-292,82). Di conseguenza, dando per ammesso che le spese specifiche relative all'esecuzione già calcolate in sede di esecuzione, il creditore fondiario, se in sede di esecuzione ha incassato (l'attribuzione ha carattere provvisorio) più di tale importo deve restituire la differenza alla massa; se non lo fa spontaneamente a sua richiesta, dovrà iniziare una controversia giudiziaria, per cui è opportuno definire queste questioni prima del c onto gestione.
      Quanto alle voci da includere tra le spese prededucibili, si può discutere se quelle da lei indicate abbiano questa caratteristica, tuttavia una volta che nel fallimento sono state considerate tali, ogni discorso è chiuso in quanto le prededuzioni vanno pagate prima delle ipoteche. Tra le spese generali va calcolato anche il suo compenso, che va determinato, quanto all'attivo realizzato, anche sul ricavato del bene ipotecato, seppur venduto in sede esecutiva (vi è qualche voce in contrario su quest'ultimo punto).
      Zucchetti SG srl
      • Simone Molinelli

        Fabriano (AN)
        08/10/2020 11:58

        RE: RE: ESECUZIONE IMMOBILIARE DEL CREDITORE FONDIARIO E RIPARTO DELLE SPESE PREDEDUCIBILI

        Nel mio caso il ricavato dalle vendite immobiliari in sede esecutiva è andato a favore del creditore fondiario per il 100% dell'attivo fallimentare.
        Al momento ho ottenuto la liquidazione del mio compenso (curatore) e quella del coadiutore tributario; reputo di dover pagare in prededuzione anche il campione fallimentare (non pagato) e l'imposta di trascrizione della sentenza di fallimento sui beni immobili, liquidata dall'agenzia delle entrate e non ancora pagata.
        Affinchè tali somme siano poste a carico del creditore fondiario, insinuato nel fallimento, occorre un provvedimento specifico del G.D.? oppure posso direttamente reclamare la restituzione delle suddette somme chiedendone il versamento sul conto della procedura concorsuale.
        Una volta ricevuto il denaro sul conto del fallimento, come devo procedere? effettuo i pagamenti e poi redigo comunque un riparto formale che confermi quanto già ricevuto dal fondiario?? oppure fatti i pagamenti, non avendo più nulla da ripartire chiedo la chiusura del fallimento ex art.118 n.4, dando atto che si conferma la correttezza della ripartizione effettuata in sede esecutiva e non vi sono variazioni nelle assegnazioni a favore del fondiario?
        • Zucchetti SG

          08/10/2020 19:42

          RE: RE: RE: ESECUZIONE IMMOBILIARE DEL CREDITORE FONDIARIO E RIPARTO DELLE SPESE PREDEDUCIBILI

          Se abbiamo ben capito, l'attivo fallimentare era costituito esclusivamente dall'immobile o dagli immobili ipotecati in favore del creditore fondiario, che ha agito in via esecutiva e, in pendenza del fallimento del debitore e senza che il curatore intervenisse nel procedimento esecutivo individuale, ha ottenuto l'attribuzione dell'intero ricavato che non sappiamo se ha completamente o parzialmente (e in quale misura) soddisfatto il creditore. Questi, avendo tale attribuzione carattere provvisorio, ha insinuato l'intero credito al passivo del fallimento, nell'ambito del quale va effettuato il conteggio definitivo del dare e avere.
          Se, come ipotizzato, nell'attivo fallimentare non vi sono altri beni, è chiaro che le spese generali del fallimento, da soddisfare in prededuzione e che gravano proporzionalmente sull'intera massa dei beni, vanno, nel caso, soddisfatte con il ricavo dell'unico o degli unici beni espropriati in sede individuale e sugli stessi gravano in via esclusiva le spese specifiche agli immobili ipotecati; in sostanza, dovrebbero essere pagate con il ricavato in questione tutte le spese da lei indicate che hanno carattere generale ed anche l'ultima che sarebbe una spesa specifica riguardante gli stessi immobili.
          Lei si pone giustamente la domanda di come procedere materialmente al recupero di detti importi. Cass. 28/09/2018, n.23482, con una sentenza, per altri versi criticabile, nel riconfermare la natura provvisoria dell'attribuzione fatta al creditore fondiario nell'esecuzione individuale, ha tra l'altro precisato che per ottenere, in caso di intervento del curatore nell'esecuzione individuale, la graduazione di eventuali crediti di massa maturati in sede fallimentare a preferenza di quello fondiario, e quindi l'attribuzione delle relative somme, con decurtazione dell'importo attribuito all'istituto procedente, il curatore dovrà costituirsi nel processo esecutivo e documentare l'avvenuta emissione da parte degli organi della procedura fallimentare di formali provvedimenti (idonei a divenire stabili ai sensi della L. Fall., art. 26) che (direttamente o quanto meno indirettamente, ma inequivocabilmente) dispongano la suddetta graduazione.
          Principio applicabile anche nel caso in esame in cui la graduazione viene effettuata (come nella specie) in sede fallimentare, seppur con minor rigore in quanto non è un giudice di altro procedimento che deve tener conto di ciò che è stato fatto nel fallimento, per cui è necessaria una documentazione rigorosa, ma è nell'ambito dello stesso fallimento ove le spese si generano che queste debbono essere calcolate. Pertanto, neanche in tal caso, è previsto un provvedimento giudiziale che individui e quantifichi il credito complessivo prededucibile prioritario su quello fondiario, ma vanno presi in considerazione i vari provvedimenti definitivi che nel fallimento si sono formati ai quali la legge attribuisce la prededuzione (la liquidazione del compenso al curatore e al coadiutore), così come altri provvedimenti, eventualmente emessi anche in via anticipata e provvisoria, proprio al fine di avere un quadro completo delle prededuzioni (ad esempio la liquidazione del campione civile). Il curatore deve fare la somma di tali crediti prededucibili che, in quanto avrebbero dovuto essere pagati prima del credito ipotecario fondiario, costituiscono nel vcaso la quota che va detratta da quanto il creditore fondiario ha ricevuto e che quel creditore deve restituire al fallimento.
          Una volta ottenuta la restituzione, il denaro ricevuto fa parte dell'attivo fallimentare e va destinato al pagamento delle prededuzioni, che l'art. 111 pone al primo posto nella graduatoria dei creditori da soddisfare. Esaurite le prededuzioni, può chiudere il fallimento ai sensi del n. 4 dell'art. 118, in quanto il creditore fondiario è stato già soddisfatto in con il pagamento ricevuto in sede esecutiva, che ora è diventato definitivo, e non vi è altro attivo da distribuire.
          Zucchetti SG srl