Forum FALLIMENTI - AVVIO DELLA PROCEDURA

Estensione del fallimento all'accomandatario deceduto

  • Chiara Stefani

    Bassano Del Grappa (VI)
    04/05/2019 16:02

    Estensione del fallimento all'accomandatario deceduto

    Buon giorno.
    Una SAS è stata dichiarata fallita, ma non il socio accomandatario, in quanto, come si legge nella sentenza di fallimento, il socio medesimo era deceduto più di un anno prima dell'apertura della procedura.
    Tuttavia, ho appurato che la morte del socio non è stata iscritta nel Registro delle Imprese, quindi non "sono state osservate le formalità per rendere note ai terzi i fatti indicati", come recita il comma 2 del 147 lf. Ho anche verificato che, contrariamente alla società, il socio aveva delle proprietà immobiliari, che risultano già esecutate. E che gli eredi hanno rinunciato all'eredità.
    In veste di curatore posso fare qualcosa per estendere il fallimento anche al socio? Potrebbe applicarsi il comma 4 dell'art. 147 lf?
    Va da sè che segnalerò tali fatti nella relazione ex art. 33 1° c. lf.
    Rimango in attesa di un vostro cortese riscontro.
    Grazie.

    • Zucchetti SG

      06/05/2019 21:12

      RE: Estensione del fallimento all'accomandatario deceduto

      Pur dando per scontato che la morte del socio illimitatamente responsabile, essendo una causa di scioglimento del rapporto sociale, va iscritta nel registro delle imprese, o comunque adeguatamente pubblicizzata, e che solo da questo momento decorre il termine annuale entro cui può essere esteso il fallimento ai sensi dell'art. 147 comma 2 l. fall., riteniamo che il curatore non abbia gli strumenti per estendere il fallimento al socio accomandatario. Il curatore del fallimento della società è, infatti, legittimato a chiedere il fallimento dei soci illimitatamente responsabili, palesi o occulti, che siano sfuggiti al tribunale che ha dichiarato il fallimento sociale, ma nella fattispecie il Tribunale, nel dichiarare il fallimento della sas, ha preso in esame la posizione del socio accomandatario ed ha dichiarato che lo stesso non era fallibile essendo deceduto da oltre un anno.
      Orbene, questa decisione, anche se errata perché è stato considerato come dies a quo dell'anno la data della morte e non quella della pubblicità dell'evento morte nel registro delle imprese, esiste e può essere modificata solo attraverso l'impugnazione del provvedimento.
      A nostro avviso, il provvedimento che esclude la dichiarazione di fallimento del socio accomandatario deceduto, benchè contenuto nella sentenza dichiarativa di fallimento della società, rimane un decreto di rigetto impugnabile ai sensi dell'art. 22 l.f.. Orbene, il gravame previsto da tale norma deve essere proposto entro 30 giorni dalla comunicazione e legittimati sono il creditore ricorrente e il P.M. e non anche chiunque vi abbia interesse (tra cui potrebbe rientrare il curatore) come, invece prevede l'art. 18 per il reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento,
      Zucchetti SG srl

      • Chiara Stefani

        Bassano Del Grappa (VI)
        07/05/2019 13:37

        RE: RE: Estensione del fallimento all'accomandatario deceduto

        La ringrazio molto del riscontro, che conferma appieno ciò che supponevo.
        Cordialità.