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Fondo spese per procedura esecutiva

  • Dario Bruno

    Salerno
    21/03/2019 14:41

    Fondo spese per procedura esecutiva

    Vorrei sottoporvi la seguente situazione.
    Con il provvedimento di nomina a professionista delegato, il GE ha previsto il versamento , da parte del creditore procedente, dell'acconto sulle spese di pubblicità, nella misura di € 2.500,00 sul conto corrente della procedura.
    Dopo aver fornito le coordinate esatte, il creditore procedente ha comunque effettuato il bonifico sul mio conto corrente.
    Nel frattempo, però, prima di tale versamento, ho provveduto ad anticipare il pagamento della somma di € 100,00 per le spese di pubblicità su PVP, con fattura emessa nei miei confronti.
    Orbene:
    1) posso girare dal mio conto sul conto della procedura il fondo spese versato dal creditore procedente? e come devo regolarmi per la fatturazione di questo acconto?
    2) per le spese anticipate di € 100,00 per la pubblicità, fatturerò alla procedura o al creditore procedente?
    3) se la fattura per le altre spese di pubblicità non è stata ancora emessa, nei confronti di chi devo farla emettere? sempre nei miei quale professionista delegato?

    Molte grazie per il prezioso ausilio.
    Cordialmente
    • Zucchetti SG

      25/03/2019 11:13

      RE: Fondo spese per procedura esecutiva

      Pe rispondere correttamente alle questioni poste è necessario dare conto, preliminarmente, delle norme che disciplinano il regime delle spese del processo, e dunque anche delle spese della procedura esecutiva.
      Prima fra tutte l'art. 8 d.P.R. 30.5.2002, n. 115 (meglio noto come Testo unico delle spese di giustizia), a mente del quale ciascuna parte provvede:
      - alle spese degli atti processuali che compie;
      - alle spese degli atti processuali che chiede;
      - ad anticipare le spese per gli atti necessari al processo quando l'anticipazione è posta a suo carico dalla legge o dal magistrato.
      Si tratta di una previsione che ricalca la originaria formulazione dell'art. 90 c.p.c., che l'art. 299 del citato testo unico ha abrogato.
      Dunque, in forza di questa disposizione, la parte processuale è tenuta ad un onere di anticipazione, che riguarda le spese degli atti che compie, di quelli che chiede, nonché di quelli necessari al processo (anche se non richiesti ma adottati dal magistrato) quando la relativa anticipazione sia posta a suo carico dalla legge o dal giudice.
      La norma va letta unitamente all'art. 91 c.p.c., il quale prevede che il giudice con il provvedimento con cui chiude il processo pone definitivamente le spese dello stesso a carico del soccombente, salvo che non ritenga di compensarle, in tutto o in parte.
      Lo stesso principio viene adattato al processo di esecuzione dall'art. 95 c.p.c., il quale dispone che le spese sostenute dal creditore procedente e dal creditore intervenuto sono a carico di colui il quale ha subito l'esecuzione.
      Quindi, in sede esecutiva, il creditore anticipa i costi della procedura e li recupera al momento della distribuzione del ricavato.
      Fatta questa premessa, e venendo alla questione prospettata, la fatturazione di quanto ricevuto dal professionista delegato segue un regime differenziato in base al "titolo" ed al "momento" di ricezione.
      A proposito degli anticipi il cui versamento viene imposto con l'ordinanza di vendita, riteniamo che il loro trattamento fiscale vada differenziato in ragione del "titolo" del versamento, siccome ricavabile dall'ordinanza di vendita, poiché il regime tributario è diverso a seconda che il giudice abbia previsto il versamento di un "fondo spese" piuttosto che di un "acconto" sul compenso.
      Nel primo caso (fondo spese) la somma ricevuta non potrà transitare sul conto del professionista delegato e sarà versata su conto corrente intestato alla procedura esecutiva. Ergo, essa non dovrà essere fatturata poiché non costituisce reddito imponibile.
      Al contrario, l'acconto costituisce reddito, e come tale può essere incassato dal delegato, che dovrà tuttavia emettere fattura in favore del creditore che lo ha versato.
      Il medesimo ragionamento andrà condotto a proposito del saldo: se prelevato dai fondi della procedura la fattura sarà intestata al debitore esecutato; al contrario, la quota parte gravante sull'aggiudicatario, dovrà essere fatturata a quest'ultimo, trattandosi del soggetto che materialmente ha provveduto al relativo pagamento, sebbene le somme siano transitate sul conto della procedura.
      I principi appena esposti consentono di rispondere agli interrogativi sollevati osservando che verosimilmente il giudice ha disposto il versamento di un fondo spese (e quindi non di un acconto sul compenso.
      Da questo consegue che:
      esso non doveva giungere sul conto corrente del professionista delegato;
      non deve essere emessa alcuna fattura.
      Sarà quindi sufficiente che il delegato faccia transitare sul conto della procedura l'importo erroneamente accreditato sul suo conto.
      Quanto all'importo di €. 100,00, le alternative sono 2: o trattiene l'importo dal fondo spese fatturandolo in favore del creditore che lo ha versato, oppure restituisce tutto il fondo spese in favore della procedura emettendo fattura nei confronti del debitore esecutato.
      Sul piano formale la seconda la soluzione è la più corretta poiché il rimborso delle spese in favore del delegato (spese al cui rimborso egli ha diritto ai sensi dell'art. 2, comma 4, dm 227/2015) viene disposto con il decreto di liquidazione emesso dal giudice dell'esecuzione (ex art. 179 bis disp. att. c.p.c.) al termine della procedura, previa documentazione delle stesse, a norma dell'art. 56 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115.
      Infine, a proposito della fattura delle altre spese di pubblicità, osserviamo che a nostro avviso se detto pagamento avviene con fondi della procedura versati dal creditore procedente, è in favore di questi che la fattura dovrà essere emessa.