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Estinzione procedura esecutiva, liquidazione competenze e riparto somme

  • Matteo Stangoni

    BASTIA UMBRA (PG)
    11/11/2018 17:31

    Estinzione procedura esecutiva, liquidazione competenze e riparto somme

    Buonasera, ho il segunete caso.
    il G.E. ha estinto la procedura esecutiva per rinuncia da parte di tutti i creditori (procedente ed intervenuti)
    nel c/c dell'esecuzione sono disponibili € 3.000,00 dovuti da versamento cauzione da parte di un aggiudicatario di una precedente asta che non ha provveduto entro il termine al versamento del saldo.
    Il giudice con il provvedimento di estinzione non ha liquidato i miei onorari per custodia e delega alle vendite. A vosto avviso devo procedere a richiedere che le somme a disposizione debbano essere versate al creditore procedente e richiedere la liquidazione degli onorari a carico di quest'ultimo o istanza di nomina di un delegato al riparto?
    grazie
    • Zucchetti SG

      13/11/2018 08:53

      RE: Estinzione procedura esecutiva, liquidazione competenze e riparto somme

      Ai sensi dell'art. 632, comma primo, c.p.c., con il provvedimento che dichiara l'estinzione della procedura il giudice provvede altresì a liquidare il compenso dovuto al professionista delegato a norma dell'art. 591 bis c.p.c. con decreto adottato ai sensi dell'art. 179 bis, comma secondo, disp. att. c.p.c.
      Stesso discorso deve essere compiuto per il custode, il cui compenso è determinato da giudice con decreto adottato ai sensi dell'art. 65, comma secondo, c.p.c. e 168 d.P.R. 115/2002.
      In entrambi i casi, il decreto di liquidazione deve indicare la parte che è tenuta a corrisponderlo, in forza della espressa previsione di cui all'art. 53 disp. att. c.p.c..
      Entrambi i decreti, infine, costituiscono titolo esecutivo.
      Quanto al soggetto sul quale esso grava, riteniamo che, salvo diverso accordo delle parti, la liquidazione non possa che essere posta a carico del creditore procedente, in forza della previsione di cui all'art. 8 d.P.R. 115/2002.
      Riteniamo pertanto che nel caso prospettato debba essere richiesta al giudice dell'esecuzione la liquidazione del compenso dovuto nella qualità di custode e professionista delegato.
      Quanto alla somma presente sul conto della procedura, a nostro avviso essa deve essere restituita al debitore esecutato in forza di un principio ricavabile dal terzo comma dell'art. 632 citato, a mente del quale se l'estinzione della procedura si verifica dopo l'aggiudicazione o l'assegnazione, la somma ricavata deve essere restituita al debitore.
      Questa somma non può essere utilizzata per il pagamento del compenso spettante al custode ed al delegato ostandovi quanto previsto dall'art. 629 c.p.c. a mente del quale in caso di rinuncia si applicano le disposizioni di cui all'art. 306, il quale a suo volta dispone che le spese del processo esecutivo sono a carico del rinunciante.
      Se dunque il compenso del delegato venisse saldato con la somma versata dall'aggiudicatario inadempiente, (la quale come detto deve essere restituita al debitore) verrebbero violati sia l'art. 306 che l'art. 632 c.p.c.
      Nella stessa direzione conduce l'analisi della giurisprudenza, la quale ha affermato che il creditore rinunciante può chiedere la liquidazione delle spese in suo favore solo quando la relativa richiesta sia formulata al giudice di comune accordo tra le parti (Cass. civ., 4.4.2003, n. 5325), poiché l'art. 95 c.p.c., nel porre a carico del debitore esecutato le spese sostenute dal creditore procedente e da quelli intervenuti che partecipano utilmente alla distribuzione, presuppone che il processo esecutivo si sia concluso e non che si sia arrestato per rinuncia o inattività del creditore procedente, ipotesi per le quali le spese sostenute sono poste, rispettivamente, a carico del rinunciante, in mancanza di diverso accordo tra le parti, e a carico di chi le ha anticipate (Cass. civ., 18.5.1971, n. 1497; Cass. civ., 4.8.2000, n. 10306; Cass. civ., 7.5.2002, n. 6509; Cass. civ., 14.4.2005, n. 7764) in applicazione generale del principio di cui all'art. 306, ultimo coma, c.p.c..
      Il concetto è stato ribadito ulteriormente da Cass. civ., 18.9.2014, n. 19638, secondo la quale, in tema di spese del processo esecutivo, l'art. 632 cod. proc. civ., che disciplina l'ipotesi della estinzione del processo, consente la liquidazione in favore del creditore solo se debitore e creditore di comune accordo richiedano, con l'estinzione, l'accollo totale o parziale delle spese a carico del primo, mentre, se l'estinzione è richiesta dal solo creditore, il giudice non può procedere alla liquidazione in suo favore, ostandovi l'espresso richiamo, nell'ultimo comma, all'art. 310 cod. proc. civ. Invece l'art. 95 c.p.c., che disciplina la diversa ipotesi della normale conclusione fruttuosa della esecuzione, prevede che le spese siano poste a carico del soggetto che subisce l'esecuzione.