Forum PROCEDURE EX LEGGE FALL. - PASSIVO E RIVENDICHE

Richiesta di ammissione al passivo da parte dell'Istituto di credito a cui il fallito aveva ceduto il quinto della pensi...

  • Giulia Pettinato

    Bologna
    29/09/2022 16:04

    Richiesta di ammissione al passivo da parte dell'Istituto di credito a cui il fallito aveva ceduto il quinto della pensione

    Buonasera,

    sono a richiedere il parere sul seguente caso.
    Il fallito di società di persone aveva stipulato, antecedentemente la data del fallimento, un contratto di cessione del quinto della pensione ad un Istituto di credito a fronte del rimborso di un finanziamento acceso presso l'istituto stesso.
    A fronte dell'intervenuta dichiarazione di fallimento la suddetta cessione è stata prontamente sospesa per tutelare la par condicio creditorum.
    L'istituto di credito in questione ha quindi richiesto l'ammissione allo stato passivo delle rate residue non rimborsate in via privilegiata ipotecaria ai sensi del combinato disposto dagli artt. 2751 bis n. 1, e 1263 c.c..
    Sorvolando sulla richiesta di "privilegio ipotecario", a mio parere il credito vantato dalla banca è un credito chirografario e non assistito da privilegio art. 2751, in quanto la banca non si sta surrogando ad un dipendente creditore della società che ha ceduto il quinto, bensì è creditrice nei confronti del singolo socio per il finanziamento ad esso erogato prescindendo dalla modalità di rimborso, che in questo caso contemplava la cessione del quinto della pensione.
    Quindi la natura del privilegio riferibile al credito insinuato dovrebbe essere la medesima di quella riconducibile al finanziamento erogato e non quindi di un credito assistito da privilegio generale art. 2751 bis.
    Attendo vostre considerazioni in merito,

    Grazie
    • Giulia Pettinato

      Bologna
      29/09/2022 18:15

      RE: Richiesta di ammissione al passivo da parte dell'Istituto di credito a cui il fallito aveva ceduto il quinto della pensione

      Preciso inoltre che l'INPS non versa la pensione del socio fallito al fallimento, poichè la stessa era stata esclusa integralmente ai sensi dell'art. 46 L.F.
    • Zucchetti SG

      Vicenza
      30/09/2022 19:28

      RE: Richiesta di ammissione al passivo da parte dell'Istituto di credito a cui il fallito aveva ceduto il quinto della pensione

      Quando viene concesso un finanziamento ad un pensionato (come ad un lavoratore dipendente in servizio), questi assume l'obbligo di restituire ratealmente le somme ricevute con scadenze normalmente mensili e per garantire il mutuante, per lo più una società finanziaria che opera in questo settore o una banca, dell'effettivo rimborso, il finanziato, al momento dell'erogazione del finanziamento, cede al mutuante una quota pari a un quinto della sua pensione futura, sicchè l'ente erogatore della pensione, ricevuta la notifica della cessione, all'atto del pagamento della pensione all'avente diritto, trattiene dall'importo totale un quinto, che versa direttamente al cessionario fino alla definitiva estinzione del debito. Quello che in questa sede rileva è che la cessione del quinto ha, quindi, ad oggetto crediti futuri, ossia i ratei di pensione che il pensionato incasserà nel corso della sua vita, fino alla estinzione del debito.
      Orbene, è pacifico che la natura consensuale del contratto di cessione di credito comporta che esso si perfezioni per effetto del solo consenso dei contraenti, cedente e cessionario, ma non anche che dal perfezionamento del contratto consegua sempre il trasferimento del credito dal cedente al cessionario, in quanto, nel caso di cessione di un credito futuro, il trasferimento si verifica soltanto nel momento in cui il credito viene ad esistenza e, anteriormente, il contratto, pur essendo perfetto, esplica efficacia meramente obbligatoria.
      Ne consegue che, intervenuto il fallimento del cedente (i crediti futuri), il trasferimento del credito non può più verificarsi per la cristallizzazione del suo patrimonio e, di conseguenza, i crediti futuri, rappresentati, nel caso di specie, dai ratei mensili della pensione restano nella disponibilità del cedente e sono, pertanto, regolati dall'art. 46 l.f. (che, come lei precisa nella integrazione è stato applicato lasciando l'intera pensione nella disponibilità del fallito).
      Ulteriore conseguenza di questa costruzione è che il cessionario, come lei giustamente rileva, può far valere nel fallimento soltanto il credito residuo del finanziamento effettuato, che è chirografario, e non vi è alcun motivo che giustifichi il privilegio ex art. 2751 bis n. 1 c.c., che attiene ai crediti del lavoratore dipendente.
      Zucchetti SG srl