Forum ESECUZIONI - IL PIGNORAMENTO

Cancellazione società Registro Imprese in corso di esecuzione immobiliare

  • Marcella Iannopoli

    Crotone
    17/10/2020 07:15

    Cancellazione società Registro Imprese in corso di esecuzione immobiliare

    Buongiorno,
    Vi sottopongo la seguente questione. La società esecutata è una S.N.C. in liquidazione ed è stata cancellata dal registro delle imprese nel corso dell'esecuzione immobiliare.
    Che effetti ha detta cancellazione nel processo esecutivo?
    L'esecuzione (che come sappiamo non si estingue) nei confronti di chi procede? Della cancellata o dei soci? L'eventuale decreto di trasferimento andrà comunque trascritto contro la società senza esecitare l'opzione IVA o andra trascritto contro i singoli soci? Gli immobili esistenti diventano di proprietà comune di tutti i soci? Un eventuale contratto di locazione temporaneo andrà stipulato nei confornti di tutti i soci?
    Grazie
    • Zucchetti SG

      18/10/2020 17:03

      RE: Cancellazione società Registro Imprese in corso di esecuzione immobiliare

      Rispondiamo all'interrogativo formulato premettendo che la cancellazione della società è probabilmente intervenuta impropriamente, essendo la stessa ancora proprietaria dei beni (il pignoramento infatti determina sul cespite staggito un mero vincolo di indisponibilità, tanto è vero che se la procedura si estingue prima dell'aggiudicazione il bene resta in proprietà dell'esecutato).
      Ciò detto, osserviamo che ai sensi dell'art. art. 2487 c.c., allorquando si verifica una causa di scioglimento della società, occorre procedere alla nomina dei liquidatori, i quali debbono provvedere, tra l'altro, alla "alla cessione dell'azienda sociale, di rami di essa, ovvero anche di singoli beni o diritti, o blocchi di essi". La deliberazione della messa in liquidazione deve essere resa nota mediante iscrizione nel registro delle imprese, e la denominazione sociale deve essere modificata con l'aggiunta che la società è "in liquidazione", per cui, ad esempio, la "tizio s.r.l." diviene "tizio s.r.l. in liquidazione" (così l'art. 2487 bis c.c.).
      A norma dell'art. 2495 c.c., "approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese, avvenuta la quale i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi. La domanda, se proposta entro un anno dalla cancellazione, può essere notificata presso l'ultima sede della società".
      Ciò detto, si è affermato in giurisprudenza (Cass. Sez. V, 16.6.2017, n. 15035) che "In tema di contenzioso tributario, qualora l'estinzione della società di capitali, all'esito della cancellazione dal registro delle imprese, intervenga in pendenza del giudizio di cui la stessa sia parte, l'impugnazione della sentenza resa nei riguardi della società deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci succeduti alla società estinta in quanto il limite di responsabilità degli stessi di cui all'art. 2495 c.c. non incide sulla loro legittimazione processuale ma, al più, sull'interesse ad agire dei creditori sociali", aggiungendosi che (sez. I, 15.11.2016, n. 23269) "L'estinzione di una società di persone conseguente alla sua cancellazione dal registro delle imprese determina un fenomeno di tipo successorio in virtù del quale sono trasferiti ai soci esclusivamente le obbligazioni ancora inadempiute ed i beni o i diritti non compresi nel bilancio finale di liquidazione".
      I dati normativi e giurisprudenziali sin qui rappresentati consentono allora di affermare che, avvenuta l'estinzione della società, i beni che ne costituiscono il patrimonio e che non sono stati liquidati diventano proprietà comune dei singoli soci.
      Sul versante processuale occorre aggiungere che secondo il condivisibile orientamento della Cassazione, il decesso del debitore esecutato (e quindi anche l'estinzione della persona giuridica) non determina l'interruzione del processo esecutivo (a differenza di quanto avviene per il processo di cognizione in forza dell'art. 299 c.p.c.) e dunque, come correttamente rilevato nella domanda, la procedura segue comunque il suo corso (Cass. 13 giugno 1994, n. 5721), con l'unica avvertenza che le comunicazioni e le notificazioni previste nei confronti del debitore dovranno eseguirsi nei confronti degli eredi.
      Sulla scorta di questo dato, possiamo affermare che nel prosieguo della procedura tutte le comunicazioni e le notificazioni andranno eseguite nei confronti dei soci.
      Per quanto attiene alla individuazione del soggetto contro il quale deve essere trascritto il decreto di trasferimento (soci piuttosto che società) osserviamo quanto segue.
      Affrontandosi il tema del decesso della persona fisica dell'esecutato, in dottrina si è posto il problema del se, il decreto di trasferimento debba emettersi e trascriversi contro il de cuius o contro gli eredi.
      La soluzione che riscontra i maggiori consensi è che il decreto vada comunque emesso e trascritto contro il defunto, indipendentemente dalla trascrizione dell'accettazione dell'eredità ai sensi dell'art. 2648 c.c..
      Diverse sono le ragioni che militano a suffragio di questa conclusione.
      In primo luogo, se ai sensi dell'art. 2913 c.c., "non hanno effetto in pregiudizio al creditore pignorante e ai creditori intervenuti gli atti di alienazione dei beni sottoposti a pignoramento", il decreto di trasferimento va trascritto contro il de cuius allo stesso modo in cui andrebbe trascritto contro il debitore alienante che, dopo il pignoramento, trasferisca a terzi il bene.
      In secondo luogo, la vendita forzata non può diventare la sede in cui, sebbene incidentalmente, si affrontano le questioni relative alla devoluzione del cespite pignorato tra gli eredi.
      Queste considerazioni a nostro avviso vanno tenute ferme anche nel caso di estinzione della società: invero, oltre all'argomento che fa perno intorno all'art. 2913 c.c., viene in rilievo il dato per cui la procedura esecutiva non può diventare il luogo in cui si accerta a favore di quali soggetti il patrimonio sociale si devolve in occasione della cancellazione della società dal registro delle imprese.
      Infine, a proposito del contratto osserviamo che esso vede come parti il custode, che agisce previa autorizzazione del giudice dell'esecuzione, ed il conduttore.